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Gioia Sublime, Penoso Tormento

“Gioia sublime, penoso tormento” è un progetto proposto dal Gruppo Corale Ars Musica di Gorizia, che ha per tema l’amore, espresso attraverso la musica e la poesia, per esplorare e narrare le vie “contorte e piene di insidie, i tormenti e le lacrime, la dolcezza e l’amarezza dell’amore”.

Il concerto si articola in tre parti: la Bellezza, l’Amore e il Morir d’Amore.

Nell’ambito della serata il Coro eseguirà madrigali e canzonette del ‘500/’600 di Luca Marenzio, Giovanni Croce, Orlando di Lasso, Filippo Azzaiolo, John Dowland, Jacob Arcadelt, Orlando Gibbons, John Bennet, oltre a una composizione di Orlando Dipiazza e le cinque liriche di Roberto Di Marino scritte per coro con accompagnamento di chitarra, su testi tratti dalla raccolta di poesie “Chamber Music” di James Joyce.

I brani di De Marino saranno accompagnati alla chitarra dal Maestro Giulio Chiandetti, diplomato al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, vincitore di diversi concorsi nazionali, molto attivo nella musica da camera sia in Italia che all’estero.

La bellezza, l’amore, il morir d’amore

La bellezza salverà il mondo?
Platone direbbe forse di si’.

Esiste una bellezza che possiamo percepire con i sensi e che possiamo descrivere a parole, che e’ armonie di forme, equilibrio e proporzione, ed esiste una bellezza che non si puo’ dire ma solo sentire e che e’ bellezza che penetra nell’intimo, raggiunge l’anima, illumina, trasforma, regala momenti di vera gioia, rende migliori.

La bellezza che salverà il mondo non e’ sempre evidente, non è chiassosa, si fa fatica a volte a distinguerla, spesso si nasconde come timida fanciulla e concede le sue grazie solo a chi la sa riconoscere. Chi sa amare vede cio’ che altri non vedono, sente cio’ che per altri e’ muto, apprezza ciò che ai piu’ sfugge e sa riconoscere la vera bellezza.

Ma la via dell’Amore e’ una via contorta e piena di insidie. Quanti tormenti, quante lacrime, quante speranze alimentate invano nel tentativo di trovare l’amore, di trattenere ciò che si ama, di replicare all’infinito istanti felici ormai vissuti.

Eros, il dio bambino tanto caro a poeti, pittori e scultori, e’ un dio capriccioso e malvagio che ama divertirsi e si compiace nel portare lo scompiglio nei cuori rendendo la nostra vita ora dolce ora amara.

L’Amore ci puo’ far perdere o ritrovare, esaltare o abbattere ma cio’ che scaturisce dal nostro cuore dopo lo scompiglio, la forza, la perseveranza, il coraggio, la costanza… sono qualità irrinunciabili.

E improvvisamente un giorno ci renderemo conto che imparando ad amare abbiamo imparato a vivere.

Programma

La Bellezza

“Lasciatemi mirar donna il bel viso,
e non vogliate a me celare che il tempo il puo’ cangiare”

Lasciatemi mirar, Giovanni Croce (1557-1609)
O occhi manza mia, Orlando di Lasso (1530 o 1532 -1594)
Dirmi che più non ardo, Salomon Rossi (1570-1630)
Gentil madonna, Filippo Azzaiolo (1530/1540 -1570)
Occhi lucenti e belli, Orlando Dipiazza (1929-2013)

L’Amore

“Amore dolce, ascolta la storia di un uomo deluso dagli amici… ma verso di lui una muoverà tenera e tenera lo indurrà alle vie dell’amore”

Cinque liriche per coro e chitarra su testi di James Joyce, Roberto Di Marino (1956)

Lightly come or lightly go
O sweetheart, hear you
My love is in a light attire
Lean out of the window
In the dark pine-wood

Il Morir d’Amore

“Deh! moriro’, cor mio.”
“Si’, morirai, ma non per mio desio.”

Il bianco e colce cigno, Jacob Arcadelt (1507-1568)
The silver swan, Orlando Gibbons (1583-1625)
Weep o mine eyes, John Bennet (1575 circa – dopo il 1614)
Ah, dear heart, Orlando Gibbons (1583-1625)
Dissi a l’amata mia lucida stella, Luca Marenzio (1556-1599)